Bereshit – La mela proibita

arrampicarsi

Dai tempi della mela proibita i figli fanno cose di nascosto sapendo benissimo che non devono farle.
Per la legge di un cugino di Murphy le cose più divertenti a) sono pericolose, b) sono illegali, c) fanno ingrassare. Oppure, d) le vieta il CCC perché attirano l’ira divina.
Il vaso di Pandora, il bosco di Cappuccetto Rosso, il Paese dei Balocchi, il fuso della Bella Addormentata, la soffitta di Marcellino Pane e Vino… Se vuoi che facciano una cosa, metti un bel cartello di divieto e vedrai che entusiasmo a trasgredire!
La Nutella chiusa a chiave sul ripiano più alto della credenza. Irresistibile. Scavare buche nel fango, tirar su lombrichi, salire lo scivolo contromano, lanciarsi dal letto a castello, tuffarsi in acqua subito dopo pranzo, nascondere cose e ritrovarle anni dopo liquefatte o biodegradate.

Eppure io continuo a dirglielo. Qui no! Mai più! Non si tocca! Non si dice! Non si fa!
Non perché voglio che la loro infanzia sia una corsa a ostacoli. Non per un’incomprensibile questione di principio. Non perché sono noiosa e ripetitiva e amo gli elenchi puntati.
Ma perché per nulla al mondo voglio rinunciare a quella faccetta impertinente colta con le mani nel sacco, o a quell’altra faccetta timida che ti chiede scusa prima ancora di essere scoperta, o a quell’altra faccetta furba che con le mani dietro la schiena ti dice: “Non stiamo facendo nulla, mamma, davvero!”

Regola numero 8 sul frigo: “Non si dicono mai le bugie, perché nessun pasticcio è così terribile”.
Non mi perdete la purezza, bimbi. Uscite da dietro i cespugli, anche se l’avete combinata grossa e vi vergognate come ladri. Sono la mamma e da che mondo è mondo nemmeno per cento mele vale la pena rinunciare a un abbraccio.

* In troppi ci hanno spiegato il peccato come una trasgressione, raccontandoci di un Dio che detta regole impossibili e tira fuori cartellini gialli o rossi. Se solo ci avessero detto che il vero peccato è restare a guardare da dietro un cespuglio, perdendosi il bello del gioco. Se solo avessimo saputo che c’è più festa per chi torna a casa… Anni sprecati a fare la radiografia delle carrube.

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