Crepe

Il nostro Gesù Bambino è mezzo sbeccato e gli manca una manina. È caduto tante di quelle volte e altrettante l’abbiamo rincollato, come una vecchia tazza di famiglia. Poi forse ci siamo stancati, o forse il pezzettino è finito in fondo a qualche cassetto, insieme alle candeline consumate e ai volantini della pizza da asporto.
Però a noi piace così, e non ne compriamo uno nuovo.
Così ogni anno, nel tirarlo fuori dal suo cartoccio di giornale, alla rinfusa tra muschio, pecorelle, oche e maiali, ci ricordiamo che noi siamo fatti così.
Capaci di sgualcire un fiore, di calpestare un fiocco di neve e di togliere la polverina dalle ali di una farfalla. Capaci di tradire un amore e di dimenticare un nonno sotto la pioggia. Capaci di far nascere un bimbo al freddo e al gelo e di abbandonarlo in un cassetto tutto l’anno.
Eppure.
Capaci di chiedere scusa e di ricominciare, mettendo insieme i pezzi. 

* Il kintsugi è un’antica tecnica giapponese che consiste nell’utilizzare un metallo prezioso per saldare insieme i frammenti di un oggetto di ceramica, rendendolo così un’opera d’arte unica ed evidenziandone le crepe anziché nasconderle.
C’è una crepa in ogni cosa. Ed è così che entra la luce, un bel libro di Gabriele Vecchione

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