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So-stare

Sto alla porta più lontana della città, osservo curioso il via vai della gente che entra e che esce, le corse affannate, i treni persi, i cuori inquieti, gli indirizzi smarriti.
Vorrei dire Fermati, Rallenta, Respira.
Comprami un tappeto, scegli tu il colore e la misura. Ne ho di grandi come coperte per le chiacchiere tra amici, a due piazze per i segreti degli amanti, piccoli come fazzoletti per la preghiera sotto la luna. Chiudi la porta del tuo cuore, lascia fuori il rumore della gente e il graffiare dei pensieri tristi. Senti a me, che di strada ne ho fatta e ne ho persa, trovati la tua oasi di pace.
Chiedi come stai e fermati ad ascoltare la risposta, invita le tue amiche per un tè, fai la fila alle poste con garbo, guarda i colori delle foglie cadute, annusa le pagine di un libro, non insultare i semafori gialli, lascia i piatti nel lavello, silenzia le notifiche. Quasi tutto può aspettare.
È una notte speciale questa, in cui il tempo freme in attesa. Serviranno panni caldi per accogliere il primo vagito, tele minute per asciugare le lacrime e il sudore, tappeti morbidi per sedersi a guardare.
Nasce un Dio che sta alla porta e bussa, se gli apri vorrà sostare.

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