Questa sono io al mattino quando la campanella sta per suonare.
Quando è prontoooooooo e nessuno arriva.
Quando per l’ennesima volta spiego al marito che se butta la spazzatura deve anche rimettere il sacchetto nuovo. Che se cucina deve usare il grembiule. (Così da 13 anni e mezzo.)
Quando si ammalano di venerdì sera. O con le valigie già in auto.
Quando insomma le cose non vanno come ho deciso io.
Uno sforzo di muscoli e tendini che nemmeno a 12 anni col salto in alto. Senza la leggerezza di un tempo però, e senza il tappetone a pararmi il cosiddetto. Arrabbiarmi e poi arrabbiarmi perché mi sono arrabbiata.
Pensa che ridere se sul più bello mollassi la presa. Se finissimo tutti e due gambe all’aria in mezzo al fango.
Visti dall’alto, o a distanza di 20 secoli, sai che spettacolo!
Gesù Bambino, per tutte le volte che il maialino ha la meglio sulle mie buone intenzioni, e ti strappo una risata.
Per tutte le volte che il maialino sono io. E non c’è proprio niente da ridere, ma tu ridi comunque.

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